Nessuno come lui.
Da allenatore Antonio Valbruni (Tonino per gli amici) vanta ben nove promozioni al suo attivo: numeri che hanno davvero pochi eguali in Abruzzo, specie se si considera che ben sei di esse hanno comportato il passaggio delle squadre da lui allenate (Teramo, Atri, Montorio, Alba Adriatica, Santegidiese e Notaresco) dal campionato di Promozione a quello di Eccellenza.
In realtà sarebbero sette, contando anche quella ottenuta alla guida del Tortoreto, quando però dalla Promozione si saliva direttamente in Quarta Serie (l’attuale Serie D), non essendo stato ancora istituito il campionato di Eccellenza.
A completare poi il quadro generale le vittorie centrate con il Campli, in Seconda categoria, e col Torricella Sicura, nel campionato di Prima, oltre a due Coppe “Mancini”, vinte alla guida del Montorio (nel doppio confronto con il Casoli) e dell’Alba Adriatica, battendo per 6-0, in terra vestina, il Penne.
“A ben vedere, avrebbero potuto essere pure di più, anche se non mi posso di certo lamentare, per come sono andate le cose – sottolinea lo stesso Valbruni, con esplicito riferimento ai tre secondi posti ottenuti a Nereto e Atri, in Eccellenza (subentrando in corsa, rispettivamente, a Flavio Croce e a mister Valà) e ad Alba Adriatica (quando la Promozione era il primo campionato regionale) dove, chiamato a sostituire il collega Alessandrini, portò i rossoverdi a un passo dall’Interregionale: decisivo, in tal senso, il rigore sbagliato all’ultimo minuto dell’ultima giornata, in occasione del confronto diretto con il Celano.
Il tutto, senza dimenticare le stagioni vissute, in Quarta Serie, sulle panchine del Pineto e del Sulmona, e le esperienze di Penne e col Pianella.
Due, invece, gli esoneri patiti in carriera: col Montorio, nella Promozione di una volta, e a Silvi, in Eccellenza, con la squadra prima in classifica…
Ottantuno anni festeggiati il 3 dicembre scorso, Valbruni nella vita di tutti i giorni ha lavorato come tecnico di radiologia presso l’ex Inam di Teramo, città in cui è nato e vive tuttora, assieme alla moglie Luisa e ai figli Gianluca e Valeria.
La sua carriera calcistica lo ha visto recitare una doppia veste, essendo stato anche un calciatore (dilettante) di ottimo livello, avendo (da attaccante) realizzato un centinaio di gol in una carriera spalmata tra Teramo (una settantina le reti al suo attivo in biancorosso) Giulianova e Atri.
Ma il suo vanto maggiore era e resta l’esperienza fatta nelle file della Nazionale Dilettanti.
“Con la cui maglia – spiega con orgoglio il diretto interessato – ho disputato otto gare (l’unico abruzzese a farlo, ndr) segnando ben sei reti”.
Una delle quali dal valore inestimabile, come rivela lui stesso… “Eravamo nel ’69 e pochi giorni prima il mio Teramo era stato sconfitto nello spareggio promozione con il Città Sant’Angelo. Motivo per il quale aveva subito inoltrato domanda di ripescaggio. Ebbene, alla vigilia della sfida con la Grecia, decisiva per la qualificazione degli azzurrini al torneo Uefa, l’allora dirigente della Figc Artemio Franchi promise il ripescaggio in serie D (a cui aspiravano anche Trapani e Novara, ndr) al presidente del Teramo Antonio Profeta, qualora a segnare il gol qualificazione fossi stati proprio io”. Cosa poi puntualmente avvenuta.
Ancor più grandi, come detto, le soddisfazioni avute dopo il passaggio dal campo alla panchina. Anni di vittorie e di legami indissolubili, come quelli con tre presidenti in particolare: Luciano Campitelli, patron del Teramo, Lino Casaula del Tortoreto e Sergio Di Leonardo del Pianella.
“Giocatori bravi ne ho avuti tanti alle mie dipendenze – prosegue mister Valbruni – ma se dovessi proprio citarne qualcuno in particolare, indico Mario Orta e Pietro Fusco del Teramo, Gianni Salvatore, Enzo Palli e Luigi Voltattorni, tutti in forza al Tortoreto, mentre tra gli allenatori quello in cui mi rivedo è Vincenzino Angelone, per la carica che anche lui riesce a trasmettere ai propri atleti”.
Altrettanto numerosi i ricorsi, alcuni dei quali indelebili…
“Tra i tanti, ce n’è uno che ha un posto speciale nel mio cuore ed è il campionato vinto alla guida della squadra della mia città, ovvero il Real Teramo, riportato in Eccellenza con ben 91 punti all’attivo: record assoluto e tuttora imbattuto per quel che riguarda il campionato di Promozione abruzzese”.
Altre esperienze degne di nota?
“Sicuramente la salvezza (in Eccellenza, ndr) centrata alla guida del Pianella, nonostante una squadra che alla fine del girone di andata occupava l’ultimo posto in classifica, in un campionato che prevedeva ben cinque retrocessioni. E altrettanto indimenticabile resta il campionato di Promozione vinto ad Alba Adriatica, pur essendo subentrato a novembre con la squadra staccata di ben quindici punti rispetto all’allora capolista Luco dei Marsi”.
Il suo modulo preferito, da allenatore?
“Il 3-5-2, che oggi praticano in tanti ma che all’epoca era una novità quasi assoluta, ispiratami dal mio grande maestro Tom Rosati“.
Fa strano non vederla più seduto in panchina.
“In verità non è stata una mia scelta. Probabilmente le società hanno deciso guardando la mia carta d’identità, ma io ero e tuttora mi sento più giovane di tanti altri miei colleghi”.
Affetti famigliari a parte, come ha impiegato il suo tempo libero?
“Mi sono scoperto commentatore calcistico per le tv della zona, avendo seguito su TV6 le gare del Pescara, mentre da anni ricopro il ruolo di opinionista fisso all’interno della trasmissione di Walter Cori “Supergol”, in onda su SuperJ. Motivo per il quale la domenica seguo, dal vivo al “Bonolis” o in tv, in occasione delle trasferte, tutte le partite del Teramo, essendomi inoltre tolto la soddisfazione di fare l’opinionista fisso in una trasmissione andata in onda su Sky l’anno in cui la Ternana vinse il campionato di serie C”.
A tal proposito, va sottolineato come lo stesso Valbruni abbia deciso di acquistare l’abbonamento per il campionato 2025/2026 del “suo” Teramo: cosa in realtà non dovuta, potendo usufruire fino al 2028 di una speciale tessera d’ingresso gratuita valida su tutti i campi del territorio nazionale. Tessera riconosciutagli dalla Federazione quale premio alla carriera.
Tornando al calcio giocato e dall’alto della sua pluriennale esperienza, se la sente di fare un pronostico su chi vincerà quest’anno il campionato di Eccellenza e i due gironi di Promozione?
“In Eccellenza sarà sino alla fine una lotta a tre, tra Santegidiese, Lanciano FC e RC Angolana, mentre le mie favorite assolute in Promozione sono le attuali capolista, ovvero la Forza e Coraggio Avezzano nel girone A e il Montesilvano 1954, in quello B.
E un giudizio sul calcio attuale…
“Non ho problemi a sottolineare – afferma in chiusura e senza peli sulla lingua, come d’abitudine, Tonino Valbruni – come il calcio odierno non sia più quello di una volta, nel senso che è peggiorato rispetto ad allora, con i procuratori che la fanno da padroni, e non solo in ambito professionistico”.
Molto meglio godersi quindi il nuovo ruolo di opinionista/spettatore, nel ricordo dei tanti record accumulati in carriera…
di Stefano De Cristofaro
L.N.D. Comitato Regionale Abruzzo