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BATTITI DI CALCIO: MATEUS E ALESSANDRO

Stranezze del calcio…

Appena quattro mesi fa Mateus Ribeiro Dos Santos e Alessandro Pendenza erano lì a contendersi, a suon di record e di gol (alla fine della stagione saranno trentanove per il primo, addirittura quarantuno per il secondo) il titolo di capocannoniere assoluto dei vari campionati dilettantistici della nostra regione.

Ora, invece, la sfida sarà tutta in famiglia, avendo entrambi lasciato in estate i rispettivi club (Forza e Coraggio Avezzano e Montesilvano 1954) per cedere alle lusinghe del neo patron rossoblù Gianni Paris e trasferirsi alla corte dell’ambiziosissima Silvi Castrum Calcio.

Una coppia tanto inedita quanto letale, se si guarda al curriculum vitae dei due bomber, in assoluto tra i più prolifici dell’intero panorama dilettantistico abruzzese.

A dirlo, del resto, sono le cifre, davvero impressionanti, sin qui collezionate dai due bomber, i quali nel corso delle rispettive carriere hanno fatto incetta, a suon di gol, di promozioni e titoli di capocannoniere, a cominciare dal trentaseienne attaccante brasiliano (di Bahia), ma abruzzese d’adozione, visto che da anni risiede ad Avezzano, dove ha messo su famiglia sposando Vanusa, dalla quale ha avuto due figli: Cristian e Luca.

Ben otto i campionati sin qui vinti (assieme a una Coppa Mancini, una Coppa Italia di Eccellenza e una Supercoppa) da Mateus: due dalla Promozione all’Eccellenza (con Sulmona e Civitella Roveto), quattro dall’Eccellenza alla serie D (Avezzano, Teramo, Unipomezia e FC Avezzano) e due dalla serie D alla C (Matera e Triestina), in aggiunta ai sei titoli di capocannoniere, due dei quali, ad Avezzano e Civitella Roveto, con ventinove gol all’attivo: tetto che nessuno, in Eccellenza, è riuscito a sfondare, dalla stagione 1991/1992 a oggi.

Non meno ricco il palmares del suo attuale compagno di squadra e di reparto: il neo quarantenne Alessandro Pendenza, originario di Popoli ma residente a Vittorito, con la compagna Elda e i figli Nina e Nicolò.

Il bomber pescarese di campionati ne ha infatti vinti cinque (abbinati a due Coppe Italia di Eccellenza): in Promozione con le maglie di Sulmona (due volte), Fucense Trasacco e Montesilvano 1954, e ad Avezzano, in Eccellenza.

Due, invece, le vittorie tra i marcatori, relative proprio all’ultimo biennio, per un totale, davvero mostruoso, di settantadue reti all’attivo, quarantuno delle quali messe a segno la scorsa stagione.

Numeri che, come detto, la dicono lunga sul valore della coppia-gol in forza quest’anno alla Silvi Castrum, con la cui maglia proveranno a migliorare le loro rispettive, e già ricchissime, bacheche personali: sia a livello di squadra che individuale.

D’obbligo, quindi, iniziare chiedendo loro i motivi alla base della scelta effettuata questa estate: “Per i rapporti di conoscenza e stima reciproca che mi legano al patron Gianni Paris e al dg Luigi Ridolfi“, la replica di entrambi, ovviamente corteggiatissimi dopo la stagione scorsa.

“Ricevere tante chiamate – spiega Pendenza – fa sempre piacere ma le ambizioni del mio nuovo club hanno fatto la differenza, anche se restando a Montesilvano sarei tornato a giocare in Eccellenza”.

“Mi hanno cercato – gli fa eco Ribeiro Dos Santos – non solo dall’Abruzzo, ma da Lazio e Umbria, ma anche per motivi logistici ho preferito non cambiare regione. Quanto alla FC Avezzano, sono andato via per alcune incomprensioni, ma sono cose che fanno parte del calcio, per cui quanto accaduto non ha minimamente scalfito l’enorme affetto per una piazza e una squadra a cui augurerò sempre e comunque le migliori fortune”.

Due attaccanti del vostro calibro non rischiano di pestarsi i piedi?

“Assolutamente no – la replica di entrambi – anche perché ci è già successo di giocare assieme: a Sulmona e Avezzano, dove abbiamo centrato altrettante promozioni e segnato tanto”.

Il vostro attuale allenatore, Tonino Torti, vi schiera in un attacco completato da un trequartista come Luca Sparvoli: è la soluzione migliore?

“Agli inizi è sempre fisiologico un certo periodo di adattamento, ma siamo sicuri di far bene”.

A lei, Mateus, è stata assegnata la numero nove e la fascia da capitano. Come mai?

“C’è stata una votazione interna e hanno scelto me, affidandomi una bella responsabilità, mentre per quel che riguarda la maglia, ad Alessandro piaceva di più la undici (con la quale ha vinto due campionati, ndr), per cui la soluzione ha finito con l’accontentare entrambi”.

Cosa invidia al suo “gemello del gol”? “Una cosa su tutte: la grande serenità con cui scende in campo la domenica”.

“Io, invece – gli fa eco Pendenza – l’inarrestabile prestanza fisica”.

Ripetere i numeri della passata stagione (come detto, quarantuno gol per Alessandro, trentanove per Mateus) sarà dura…

“Sicuramente, ma la priorità di entrambi è quella di contribuire al salto di categoria della nostra nuova squadra. Cercando ovviamente di segnare il più possibile…”.

Le avversarie sulla carta più insidiose? “A livello di squadra ce ne sono davvero tante quest’anno: dal Nuovo Chieti Calcio al Penne, passando per le varie San Vito ’83, Pianella 2012, Ortona Calcio, Lauretum e Casolana. Ma anche per quel che riguarda la classifica marcatori, la concorrenza è assai agguerrita, a cominciare da Miccichè, seguito a ruota da attaccanti del calibro di Criscolo, Corica o Di Domizio, senza contare le immancabili sorprese”.

In chiusura, cosa vi sentite di promettere ai tifosi rossoblù?

“Gol a parte – affermano in coro i due – ciò che abbiamo sempre fatto in carriera, ovvero il massimo dell’impegno ogni volta che saremo chiamati in causa e l’assoluto rispetto per la maglia che indossiamo”.

di Stefano De Cristofaro